Le attività dei Rozzi

AggiornamentiL’accademia dei Rozzi di Siena oggi svolge molte delle attività che animavano i Rozzi nel XVII secolo. Tutte le attività sono finanziate dai soci dell’accademia che oggi sono oltre seicentocinquanta. La partecipazione all’accademia è libera ed aperta a tutti. Inoltre, ogni socio – nuovo o vecchio che sia- entrando a par parte dell’accademia viene fregiato dell’appellativo di ‘virtuosissimo’.

Convegni, ricerche e altre attività dell’accademia

Come la maggior parte degli istituti di studio e ricerca privati, anche l’accademia dei Rozzi focalizza le proprie attività su seminari e convegni. Il programma viene organizzato una volta all’anno (nel mese di dicembre) dai soci dell’accademia che si riuniscono ed approvano una programmazione. Il programma prevede soprattutto l’organizzazione di convegni e seminari che hanno come oggetto l’approfondimento della lingua e della cultura italiana, analizzata da diversi punti di vista. L’Accademia, a questo proposito, vede alternarsi studiosi e professori che arrivano da tutto il mondo per offrire il proprio sapere in una città che di per sé rappresenta il simbolo della cultura italiana. Oltre alle attività di studio, però, l’accademia organizza anche corsi e concorsi che si rivolgono soprattutto a giovani laureati in discipline umanistiche ma anche a dottorandi o addottorati che qui hanno la possibilità di portare avanti il proprio progetto di ricerca.

Le altre attività dei Rozzi

Una delle grandi ricchezze dell’accademia, infatti, è rappresentata dalla sua biblioteca. Essa si divide in due sezioni: da una parte c’è l’archivio storico, dove sono conservati testi e documenti antichi che non sono riconducibili al presente e non sono molto usati nelle attività di studio attuali; dall’altra c’è l’archivio corrente, dove ci sono i testi che vengono presi e consultati spesso. La biblioteca, infine, dispone di una grande sala di lettura dove sono conservate tutte le pubblicazioni e le riviste acquistate direttamente dai soci. In totale, la biblioteca contiene circa duemilacinquecento opere che sono catalogate e gestite, insieme ai nuovi acquisti, da un archivista socio dell’accademia. In definitiva, i lavori e le attività dei rozzi sono organizzati dai soci ma messi in opera dai numerosi ricercatori e studiosi che si alternano nell’attuale sede e che, insieme a docenti e studiosi italiani e stranieri, vanno rivivere l’antico spirito dei rozzi.

Foto: Vladimir Kolobov

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L’Istituto Luce

Storia del cinemaL’istituto Luce, ovvero l’unione cinematografica educativa, rappresenta una delle prime scuole di cinema italiane. Fu fondato nel 1924, ma durante la seconda guerra mondiale le attività di questo istituto furono strumentalizzate da Mussolini che ordinò una serie di attività per promuovere gli affari del regime fascista.

La storia dell’istituto luce e l’intervento di Mussolini

La prima sede dell’istituto si trovava a Roma e proprio nella capitale italiana furono prodotti i primi film destinati alle prime sale da cinema. I primi film furono finanziati da un giornalista, Luciano De Feo, che aveva il profondo desiderio di diffondere la cultura tra le persone più povere che in quegli anni vivevano nell’ignoranza totale. De Feo era convinto che per mezzo delle immagini queste persone potessero acquistare maggiori conoscenze imparando – in tal modo – a conoscere meglio la realtà che le circondava. Nel 1925, Benito Mussolini volle elevare moralmente la qualità dell’istituto e approvò una sua promozione ad ente morale. In realtà, Mussolini intendeva servirsi delle attività dell’istituto Luce per promuovere il suo regime e, in effetti, decise in parlamento che tutte le attività di propaganda del suo governo fossero realizzate dall’istituto romano.

Il successo dell’Istituto Luce e la nascita di cinecittà

Nel 1927 l’istituto Luce creò qualcosa di molto importante: i cinegiornali. I cinegiornali possono essere considerati i primi telegiornali italiani. Per volere di Mussolini i cinegiornali dovevano essere trasmessi in tutte le sale cinematografiche obbligatoriamente. Solo negli anni 30’ l’istituto diede vita ad una produzione cinematografica di stampo industriale che, nel giro di qualche anno, avviò la produzione di importanti film. Alcuni, come Scipione l’Africano sono diventati dei colossal; altri, invece, hanno lanciato attori, produttori e registi importanti del calibro di Mario Monicelli e Pupi Avati. Alla fine della guerra e in seguito alla caduta di Mussolini, l’istituto Luce ritrovò la propria indipendenza e libertà ispetto al regime e tornò ad una produzione autonoma ed indipendente. Oggi, l’istituto Luce rappresenta insieme alla Rai una delle più importanti aziende di produzione televisiva e cinematografica italiana: Cinecittà. E’ a Cinecittà, infatti, nel cuore di Roma che si trovano gli studi televisivi delle principali televisioni italiane.

Foto: Alexander Vasilyev – Fotolia

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L’Istituto Italiano per gli studi filosofici

I grandi filosofi
L’istituto italiano per li studi filosofici, sito in via monte di Dio a Napoli, rappresenta uno dei più importanti istituti di ricerca dediti alla filosofia presenti nel panorama europeo. Attualmente guidato dal professor Antonio Gargano, questo istituto ogni anno vede alternarsi i migliori professori del mondo in tema di filosofia, letteratura e scienza.

La storia dell’istituto italiano per gli studi filosofici

La storia dell’Istituto italiano per gli studi filosofici inizia dopo la seconda guerra mondiale quando, per volontà del fondatore Gerardo Marotta, fu fondato un istituto di filosofia con l’intenzione di mettere insieme oltre centomila libri, frutto di lavori di ricerca appartenenti a studiosi di tutta l’Europa. La prima sede dell’istituto si trovava in via Calascione. Tuttavia, nel giro di pochi anni i corsi e i seminari organizzati dall’avvocato Marotta furono così seguiti che la piccola sede di viale Calascione non bastava più a contenere il grande pubblico appassionato di teorie filosofiche e scientifiche. Fu così che nel 1983, lo stato italiano acquistò uno splendido palazzo del ‘700, Palazzo Serra di Cassano, che da allora è diventato la sede ufficiale dell’Istituto napoletano.

Le attività dell’istituto e le difficoltà economiche

La scelta del ministero dei beni culturali di affidare una sede tanto prestigiosa all’Istituto è legata al grande successo ottenuto con i seminari e i corsi realizzati dai professori più importanti del mondo. Ancora oggi, in effetti, l’istituto è un palcoscenico importante per i professori di filosofia, di arte e di letteratura che insegnano nelle università di tutto il mondo. Tuttavia, l’istituto offre ai suoi utenti anche la possibilità di ottenere borse di studio e partecipare a concorsi presentando progetti di ricerca legati alle discipline letterarie e filosofiche. Negli ultimi anni, l’istituto non gode di grande fortuna economica e per questo motivo l’avvocato Marotta che è ancora preside dell’istituto si trova spesso nella spiacevole situazione di dover lanciare appelli al governo e ai cittadini privati pur di ottenere nuove risorse economiche. Tutto ciò ha generato un grande sgomento nei napoletani e nel mondo accademico della filosofia che da sempre vede in questo istituto il fiore all’occhiello della ricerca filosofica.

Foto: H.D.Volz – Fotolia

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Le attività dell’Accademia dei Rozzi

Storia della cultura italianaLo spirito con cui l’Accademia avviò le proprie attività è tutt’oggi conservato dal consiglio che gestisce le attività e i fondi dell’Accademia. Quando i fondatori costituirono la società per ufficializzare la propria attività gettarono anche le basi per la programmazione futura delle attività della scuola.

Le prime attività dell’accademia dei Rozzi

Erano in molti, infatti, i ‘Rozzi’ convinti che, al di là del divertimento e dell’intrattenimento realizzato con la recita di novelle e commedie, fosse necessario avviare una serie di attività legale più alla didattica, allo studio e alla ricerca che avessero come punto di riferimento la cultura italiana e, in particolare, la lingua toscana. Fu così che il consiglio dell’accademia approvò una serie di studi e seminari orientati alla divulgazione delle opere di Dante e, più tardi, delle opere di Petrarca e Boccaccio. Successivamente, il consiglio dell’accademia approvò anche l’autorizzazione a procedere alle prime pubblicazioni della scuola. Si trattava soprattutto di raccolte che mettevano insieme le novelle, le poesie e le commedie scritte ed interpretate direttamente dai Rozzi. Fino al XVII secolo, tuttavia, le attività di questa società furono molto rudimentali. In effetti, i membri della società non avevano a disposizione una sede in cui riunirsi e realizzare i propri lavori ma vagavano per le strade senesi e toscane portando le proprie opere al pubblico soprattutto in occasioni di festività popolari.

La prima sede dell’Accademia e il fortunato incontro con Francesco de Medici

La sorte e il prestigio dei Rozzi, tuttavia, subì un grande cambiamento quando il principe Francesco de’ Medici si accorse del loro lavoro. Fu proprio il principe, infatti, a dare ai rozzi una prima prestigiosa sede presso il ‘Saloncino’, una grande sala posta sopra l’Opera Metropolitana. Inoltre, sempre per volontà del principe Francesco de’ medici, i Rozzi trasformarono la loro società in una vera e propria accademia. I nuovi accademici operarono presso il Saloncino fino al 1727, anno in cui vollero trasferire le proprie attività in una sede che consideravano più nobile ed adatta al prestigio dei loro lavori. Le stanze della nuova sede furono acquistate dagli accademici e alcune di esse furono edificate addirittura da Giovan Battista alberti.

Foto: onnickx – Fotolia

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L’accademia dei Rozzi di Siena

ToscanaL’accademia dei Rozzi di Siena è stata fondata intorno XV secolo. Tuttavia, la data precisa della sua fondazione non si conosce ma si suppone che la sua aperura fu corrispondente a quella dell’accademia degli intronati che nacque, appunto, nel XV secolo. All’inizio della sua apertura, l’accademia accoglieva studenti provenienti da ogni parte d’Europa.

La storia dell’accademia dei Rozzi

I primi anni dell’Accademia, infatti, videro protagonisti i migliori studiosi e professori di giurisprudenza, medicina e di filosofia che arrivavano a Siena per lezioni magistrali simili a quelle che si svolgevano nelle grandi Università. Durante il rinascimento, l’accademia dei Rozzi di Siena pose al centro delle sue attività lo studio e la cultura della lingua italiana che restò al centro degli interessi di questi studiosi per moltissimo tempo. La partecipazione alle attività dell’accademia era libera e vedeva la presenza di molte persone. Alle lezioni dell’accademia, infatti, prendevano parte sia persone comuni che gente colta, la quale contribuivano attivamente alle attività della scuola. Molte persone dotte, in effetti, portavano il loro contributo attraverso poesie, testi, filosofia e novelle che recitavano personalmente davanti ad un pubblico appassionato. Queste persone che scrivevano e recitavano commedie e novelle, con il passare del tempo, divennero piuttosto famose al punto che le loro performances iniziarono a fare il giro dell’Italia.

Chi sono i Rozzi?

I ‘Rozzi’, cioè i protagonisti di questa accademia, divennero così noti che ad un certo punto persino il papa Leone X li convocò a Roma per ascoltare dal vivo qualcuna delle loro storie e commedie, ed allietarsi con esse. I ‘Rozzi’, poi, furono ben accolti anche dall’imperatore Carlo V che per un certo periodo di tempo ebbe residenza proprio nella città di Siena. Con il passare del tempo, la fama dei rozzi aumentò sempre di più e, per questo motivo, decisero di costituire una vera e propria società con cui legalizzarono e ufficializzarono la propria attività. L’idea di fondo che accompagnava i protagonisti di questa nuova società era quella di eliminare l’ignoranza che accompagnava chiunque partecipasse alle attività della società. Essi, infatti, dicevano che entrando a far parte dell’accademia le persone acquistavano l’appellativo di ‘rozzi’ ma perdevano qualsiasi traccia di ignoranza.

Foto: fotowinnie – Fotolia

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